lunedì 23 marzo 2009

La vera storia del nanonerobiondoinfrack


Nizza 13/03/1601 (dal diario di Piedelercio barbalunga)
Dopo un lungo viaggio nelle profondità della terra uscimmo fuori nel mezzo di un bosco.
Guardai il nano sorpreso, perché mi aspettavo di ritrovare la mia Napoli, ma mi resi conto di essere sotto un enorme edificio in pietra che troneggiava da una roccia elevatissima.
"Dove siamo finiti?", gli chiesi con preoccupazione.
"Siamo nella pianura Padana. Quella che vedi é l'abbazia Maledettina di fracciole. Maledetto era un predicatore che fondò quest'ordine 100 anni orsono, quando dopo anni di eremitaggio cominciò a prendere tra la gente dei villaggi dei seguaci.
Lo chiamavano Maledetto per il fatto che parlava pochissimo; ma agiva. Nel tempo i seguaci costruiono quest'abbazia che con le donazioni dei villaggi circostanti è diventata ricchissima."
Feci capire al nano che non mi era chiaro il perché della nostra presenza quì, e lui venne a sedersi accanto a me, su un enorme roccia al limitar del bosco.
"Vedi mio caro Piedelercio, si da il caso...che quest'ordine di frati è stato accusato di eresia qualche giorno fa da una bolla papale. La questione è delicata, perché i Maledettini non riconoscono il peccato nell'unione carnale; che sia tra uomo e donna, che tra uomo e uomo. E, cosa che ha fatto infuriare il pontefice, riconoscono la perfetta uguaglianza dinnanzi a Dio tra l'uomo e la donna. Noi siamo quì giunti prima della tempesta, che sò per certo che un armata di guerrieri, all'ordine del signore del luogo, verrà tra pochi giorni a distruggere il monastero, e bruciare sul rogo i monaci e le monache che ivi vivono tutti insieme. quello che mi preme è un "oggetto" che i locali credono una santa reliquia, ma che in realtà mi appartiene."
"e quale sarebbe quest'oggetto che ti appartiene?", gli dissi ormai roso dalla curiosità; lui mi guardò con una tristezza che gli velava gli occhi: "per farti capire dovrei raccontarti la mia storia...".
E seduti su quella roccia, mi raccontò per filo e per segno la sua triste storia, una vicenda che ha dell'incredibile, e se non fosse per tutto ciò che mi stava accadendo avrei preso per farneticazioni da folle.
Nacque il nanetto in un villaggio Africano, tra la Nubia e le immense distese della Savana. La sua tibù era famosa per l'eccezzionale altezza della sua gente; erano più alti e più neri di tutti gli altri popoli dell'Africa. La nascita di un bambino biondo fu presa come un segno di ammonimento degli dei al loro popolo, e il piccolo fu affidato alle cure dello stregone. Crescendo, il bambino aveva difficoltà nella crescita, e a quel punto gli anziani decisero che doveva essere bandito dal villaggio: gli diedero cibo per 5 giorni di viaggio e un otre d'acqua. Girò nella savana , fino a quando giunse tra i pigmei. L'arrivo di un nano biondo, fu registrato come un evento, e il nostro fu accolto come un emissario degli dei. apprese altre conoscenze occulte oltre a quelle già in sua conoscenza, e divenne col tempo un saggio tra i saggi. Ma un brutto giorno, si era nel 2262 a.c. circa, arrivò dall'Egitto una spedizione comandata da un nomarca di nome Herkhuf: per giorni gli egiziani si fermarono al villaggio, dove tra promesse di eterna amicizia e regali al capovillaggio comprarono l'amicizia del piccolo popolo. L'ultima notte però, durante un banchetto organizzato dagli esporatori venuti dal nord, entrarono nella sua tenda e lo rapirono: partirono quella notte stessa, mentre i Pigmei erano intontiti dal vino che non conoscevano. gli dissero che per ordine del giovanissimo Faraone Pepi 2°, dovevano portare nella capitale del regno un nano, che tanto il piccolo monarca desiderava vederne uno. Da saggio che era, si trasformò alla corte del Faraone in un giullare, chiamato ogni volta che il sovrano e la sua corte volevano ridere un pò. L'unico motivo che gli faceva dimenticare la sua condizione umiliante, era l'amore che nacque tra lui e una delle mogli del Faraone: Nefertitty. Lunghe notti di piacere, seguirono giorni di vergogna, fino a che il Visir non scoprì la tresca. Il nano fù bandito dal regno, e per punizione alla sua colpa fu evirato. Maledetto dal sacerdote, il nano fu condannato a vagare sulla terra fino a quando non avesse ritrovato il suo "organo".
alla fine del racconto mi guardò sorridente: "...e da fonti quasi certe, sò che quell' "oggetto" si trova in questo monastero, scambiato per una santa reliquia del Santo Giorgetto da Castrosgarrupato. e domani noi ci introdurremo nell edificio, e lo porteremo via prima che accada l'inevitabile".
All'imbrunire accendemmo un fuoco, e ci addormentammo sotto quella vecchia rocca.

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