Quasi tremando mi appresto a scendere gli ultimi antichi scalini.
Rimuginando nei giorni precedenti per trovare delle risposte a quelle domande che mi assillavano la mente, mi sono ricordato di quel frate misterioso che in precedenza ci aiutò nel caso del gatto parlante: Frà Tomone.
Tomone è il fraticello che si occupa di tutti quei casi che noi chiamiamo paranormali,
cercando nella mia agenda trovo il suo numero e lo contatto. Prendiamo appuntamento nel chiostro di Santa Chiara per la mattina dopo. Mi presento all'appuntamento con il cuore in gola, ma quando lo vedo mi sento un pò sollevato, ha quel carisma che riesce a darti la speranza anche nell'ora più buia e dopo un abbraccio fraterno mi invita a sedere all'interno del chiostro.
Rimane sorpreso alla vista del diario di Piedelercio e mi dice che per qualsiasi cosa possocontare su di lui, anche se ahimè non sa dirmi molto del nano, anche se è conosciuto dai suoi, nessuno sa chi sia questo personaggio sinistro, ma quando si manifesta sono guai. A quel punto mi concede un privilegio che mai è stato concesso a un laico: entrare negli archivi segreti sotterranei, per trovare qualcosa che possa aiutarci a trovare claudio prima che si perda nelle curve dello spazio tempo.
Apriamo innumerevoli antichi volumi, cercavamo una mappa di quello che Frà Tomone mi dice essere un antico passaggio che dai sotterranei di Napoli si estende in ogni luogo della terra e del tempo. Dopo parecchie ore di ricerca troviamo un manoscritto antichissimo intitolato "Manoscritto antichissimo per trovare antico passaggio";
i nostri cuori esultano di gioia, lo poniamo con cura su di un vecchio leggìo.
Lo apriamo. Rimanemmo in silenzio per un tempo lunghissimo: le pagine erano state strappate e al loro posto trovammo l'album di figurine panini calciatori 1986/87.
Frà Tomone si allontana di corsa terrorizzato, e corre a chiamare il padre priore, rimasto solo ormai sapevo cosa fare, dovevo rubare la preziosissima figurina di Maradona che mi mancava per completare il mio album che mi fu rubata dal mio compagno di classe, il cattivissimo Gennaro Cipolletta. Giro velocemente le pagine per arrivare a quella del Napoli e ancora una volta rimango di stucco: al posto di Maradona trovo una figurina che raffigura un personaggio che oramai stavo imparando a conoscere: il nano nero biondo in frack. Il libro mi cade dal leggìo, tutto quello che sta accadendo è altamente assurdo ed io non riesco a farmi carico di un peso del genere, cerco comunque di farmi forza e raggiungo i 2 frati che stavano accorrendo, ma mentre cercavamo di capire cosa fosse accaduto mi arriva una telefonata da Ugo: dovevamo correre al più presto a palazzo Corigliano, Gennaro al Quadrato aveva smarrito in un tombino qualcosa per la quale avrebbe dato la sua stessa vita ed era intenzionato ad entrare nelle fogne pur di ritrovarla: dovevamo fermarlo.
"facciamo presto, quell'incosciente non sa in cosa si sta andando a cacciare" mi dice Frà tomone mentre correvamo per il chiostro, "ci sono cose nelle fogne di Napoli che non devono essere risvegliate". Ma arrivammo troppo tardi, trovammo ad aspettarci degli sconvolti Ugo e Gaetano che ci fecero una rivelazione sconvolgente:
prima di scendere nelle fogne il quadrato era si era trasformato in un folletto, e dicendo di chiamarsi Jakagnà si lancia nell'oscurità per ritrovare il suo tesoro;
ma la cosa più sconvolgente fu che quando si affacciarono a guardare nel tombino incontrarono gli occhietti dolci di un enorme riproduzione in peluche dell'orso Balù che prima di scomparire facendo ciao con la manina pelosa, grido ai ragazzi sconvolti: "non abbiate paura, mo vvec je".
martedì 10 febbraio 2009
UN ERRORE NELLA CURVATURA DELLO SPAZIO/TEMPO, E NOI CI SIAMO IN MEZZO!
Pubblicato da
Pasquale
alle
19:35
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